Curioso e intrigante il lavoro di Antonella Catini…

di Philippe Daverio

Curioso e intrigante il lavoro pittorico di Antonella Catini. Ed eccentrico pure per un certo verso se si tiene conto delle pieghe che le arti visive recenti hanno preso.(…) Antonella Catini, quasi controcorrente (…) si è rimessa a giocare in quell’ambito affascinante dove la mente dialoga con il gesto e il gesto si fa segno. Ed è come se la ricerca dell’energia che trapela dal suo fare avesse avuto la fortuna di scoprire un percorso proprio, capace di essere compreso da altri, di essere partecipato da altri. (…) L’accumulo dei gesti e dei segni della generazione precedente è per Antonella Catini esperienza acquisita, punto di partenza per far riprendere la corsa di questo pendolo. Gioca lei infatti con il gesto, vigoroso o delicato, si rimette a muovere la materia, impasta i colori. E va così a formare un cumulo sperimentale che torna ad avere una voglia narrativa, per accenni. Ma nel frattempo l’esperienza del secolo si è sedimentata. E quando lei pone una materia sopra l’altra, quando lancia il gesto, genera una lingua che torna a narrare. Sono di nuovo percepibili i significati. E come nelle lingue parlate, ogni segno nasconde una seconda opportunità semantica: le sovrapposizioni lasciano intuire gli strati sotterranei e reconditi, i segreti vengono a galla e l’immagine torna a formarsi in una nuova sua struttura. Se nella generazione precedente la figurazione diventava astratta, nel cosmo suo l’astrazione torna figurativa, ma in una dimensione rinnovata. Si apre la fantasia alla magia del vedere, un po’ come quando lo psicologo analizza un test di Rorschach. La casualità iniziale viene guidata nel suo stesso divenire. Tutto torna a comporsi. E allora si scopre che oltre la dimensione del nostro vedere quotidiano, quella che restituisce talvolta a fatica anche la fotografia, vi è una dimensione del nostro esistere quotidiano, apparentemente inafferrabile, che si fa tangibile e perenne quando assume la forma stabile dell’opera compiuta. Qui si riscopre la funzione della pittura, quella che lega l’uomo d’oggi a quello a lui simile già nella caverna antica, e cioè la rappresentazione del mito, del rito e forse talvolta del mistero e quindi del sacro. Antonella Catini “gioca” con strumenti messi in atto da artisti talvolta a lei precedenti, così come in musica si compone in base ai grandi paradigmi che il contrappunto ha già stabilito. Il risultato finale è ovviamente la risultanza applicativa del suo talento.(…)

catalogo "Cantieri, Antonella Catini" SKIRA EDITORE 2014

Antonella Catini's pictorial work is curious and intriguing.Also it's eccentric to a certain extent too, if  it is taken into account the recent folds that the visual arts have taken. (...) Antonella Catini,  started to play in that fascinating area, where mind interacts with the gesture and the gesture becomes the sign, in a nearly countercurrent way. As if the energy research that leaks out from her performing was lucky enough to find out its own path, able to be understood by others and participated in by others. (...) The accumulation of gestures and signs of the previous generation is an experience already acquired for Antonella Catini, a starting point to make this pendulum keep going again. In fact, she plays with the gesture, vigorous or gentle, restores material substance, merging the colors.Making so far she gets to create an experimental heap which returns to have a narrative desire, through its hints. But in the meantime, the experience of the last century has settled. And when she puts  material substance on the other one, when she launches the gesture, she generates a language which returns to narrate. Meanings are perceived again. And as in spoken languages, each sign hides a second chance semantic : overlaps let guess the hidden underground layers, secrets come to the surface and the imago returns to form in a new own structure. If in the previous generation  figuration became abstract, into her cosmos the abstraction returns figurative but in a renewed dimension. Imagination is opened to the magic of seeing, just like a psychologist analyzing a Rorschach's test. The initial randomness is guided into its own becoming. Everything back to come together. And then it turns out that over the size of our daily seeing,  even the photograph sometimes returns hardly, there is a dimension of our daily existence, seemingly elusive, which becomes tangible and enduring when it takes the shape of the finished artwork. Here it can be rediscovered the function of painting, which binds one another the man of today with the one already similar to him in the ancient cave, and namely the representation of the myth, of the ritual, and perhaps sometimes of the mystery and therefore of the sacred. Antonella Catini "plays" with tools put in place by artists at times previous to her, similarily  to music composed according to the great paradigms that the counterpoint has already established. The end result is obviously the outcoming application of her talent. (...)

Catalogue "Yards, Antonella Catini" Skira Editore 2014

 
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