Autenticità meditata dell’esperire è quel che si respira, mai l’involuto compiacimento di algidi tecnicismi.

Non s’inganni chi crede di ravvisarvi il solo astrattismo, poiché la lama affilata del reale affiora qua e là, sorprendendo per l’inattesa veemenza, squarcia il non spazio per ricondurre il pensiero al quotidiano faticoso interrogarsi, cimentarsi, plasmarsi al divenire.

L’irrompere della dimensione ferita di un io duellante con la malattia o persino con la vita, crea il cortocircuito delle tinte, agglomerati di pigmenti saturi pronti a trascinare con incredibile portata un’emotività spezzata, provata ma sempre marcatamente viva.

La corsa esausta di linee trasversali approda infine su orizzonti lineari arroventati di rosso, occasi cruenti inondati di piogge astratte, di forme geometriche esili che si dileguano o si stemperano in paludi cianotiche ed immote. È qui che riaffiora, in bianchi sprazzi di purezza emotiva,  tutta la forza carsica di una sorgente di energia cromatica sempre rinnovata, che porta l’occhio a considerare, in ogni tela di Antonella Catini, come l’armonia dei contrasti trovi l’accordo insperato in un balsamo: quel potere salvifico che è la capacità mai doma dell’artista di creare e ri-creare l’esistenza all’infinito.

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