Critica



“La città è colore. Ma non un colore statico alla Mondrian, bensì dinamico, permeato dal tempo, stratificato dall’uso. E’ quel tipo di colore in cui convergono fattori più propriamente fisici legati al suo essere pura onda elettromagnetica e fattori emozionali legati alla percezione dell’uomo, al suo stato d’animo, al suo grado di attenzione, al suo coinvolgimento emotivo. E’ un colore non etereo ma denso, vissuto, profondamente concreto.

La città è materia. Cammino sul marciapiede e con la coda dell’occhio percepisco il continuo variare della materia che riveste gli edifici; mi viene in mente soprattutto il travertino, tipica pietra romana; è un travertino grezzo, non levigato, macchiato, impregnato dei segni del tempo e dell’uomo che a volte su queste superfici scarica le proprie insoddisfazioni sociali. Alzo lo sguardo ed all’orizzonte si configurano infiniti skyline sempre variabili ma tutti ugualmente affascinanti; la visione prospettica, inizialmente sfocata da questo repentino cambio di focale, diventa sempre più nitida; provi a riconoscere in quella linea di separazione tra il finito della città e l’infinito del cielo, linee particolari che diventano forme che diventano luoghi che innescano ricordi dalla memoria.  A tutto questo penso quando vedo un Catini.”

Leonardo Paris

 

“La ricerca più recente di Antonella Catini si concentra intorno alla trascrizione di sensazioni in segni, è un esercizio di traduzione in codice di un blocco di stimoli sensoriali: i suoli e i cieli delle sue tele sono costellati di queste cicatrici che vengono depositate dalle esistenze di tutti coloro che li hanno attraversati, vissuti, osservati, amati, più spesso odiati. la ripetizione quasi ossessiva di temi formali e vibrazioni coloristiche diviene la nota portante della sua produzione, come se la ricerca si imperniasse intorno allo studio delle possibili variazioni che si possono ottenere alterando uno stesso motivo in diverse declinazioni. la scelta di figure e temi preferiti e di colori prevalenti conferma questo  procedere, che si muove a scatti attraverso una sceneggiatura filmica: scene, inquadrature, frammenti di innumerevoli eventi quotidianamente ripetuti, tracce inconsapevolmente depositate e troppo spesso dimenticate, impronte erroneamente cancellate”.

Manuela Raitano

 

“Antonella Catini è architetto e conosce i segreti dell’architettura giapponese e minimalista e quindi per lei il quadro è anche progetto dove le componenti ritmo, colore, disegno, materia, non sono caso ma ordine, di cui si diverte a scomporre le regole. I quadri di Antonella non hanno punto di vista, possono essere indifferenti all’altezza e alla larghezza, talvolta anche alla ripetizione….perché qui la serialità non è creatività abbandonata al saturnino capriccio, ma magico apparire, è il lavoro che diventa bellezza.”

Enzo Pinci

 

“L’apparenza attuale delle nostre città si è forgiata senza dubbio attraverso i rapidi mutamenti avvenuti nel corso del XX secolo. Queste tracce dei cambiamenti sembrano dissolversi nelle tele di Antonella Catini, in cui invece si legge un’amnesia del passato e un tuffo nel presente, un presente che coinvolge, rapisce, trascina nei suoi ritmi frenetici e nei suoi colori.

Le sue visioni sono fatte di densità, sovrapposizioni, colori forti ed esprimono caos e disorientamento: quei caratteri forse delle nostre città chiamate -con un termine oramai troppo alla moda - ‘diffuse’ ?

Un collage fatto di campi di colore, anziché di frammenti di stoffa o di carta, caratterizza le pitture della Catini, quel collage che rende perfettamente l’idea della realtà della città contemporanea. Perdita di regole e di orizzonti, ma tutti questi dati preoccupanti sono interpretati sempre con una nota di ottimismo data dai colori accesi e molteplici.

Colore dunque. Ma anche dinamismo. Tutte le sue tele sono pervase da un dinamismo accentuato che trasmette movimento, ma anche una certa ansia, frenesia, forse quella corsa continua in cui più o meno tutti gli ‘abitanti’ della città contemporanea sono immersi. I titoli stessi delle sue opere ci parlano di questo: accelerazione/adrenalina/alta velocità…. Ritmi veloci, attività accelerate della vita di tutti i giorni ? Uno specchio a mio avviso molto fedele del nostro ‘oggi urbano’, uno sguardo lucido ma allo stesso tempo non pessimista.

Nicoletta  Trasi

 
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