Critica



“Sospesa tra Color Field, materia e gestualità. Razionalità apollinea e frenesia dionisiaca. Le opere di Antonella Catini riaccendono l’eterna dialettica della doppia anima umana che solo chi è artista-creatore ha imparato a riconoscere senza venire a patti. Questa lotta atavica, questo farsi Don Chisciotte rifiutando la finitezza umana, traspare nella veemenza cromatica stesa su voragini di piombo, topoi dove si concretizza il processo alchemico della sua recherche, luoghi della memoria dove la materia grezza si converte ad arte tra mille fibrillazioni e grumi. Si offre senza sosta e senza riposo cattura: ecco la vera opera aperta intesa da Umberto Eco.”

Anna Maria Baratto

 

“La pittura di Antonella Catini è orientata verso l’astrattismo, che nell’essenziale dei colori e dei segni richiude sempre il mistero della forma. Di qui il fascino dell’opera astratta, che è quello della sintesi, dell’essenziale di un linguaggio altro in cui ognuno trova la sua chiave di lettura.

Nell’uso del colore la Catini domina l’intera superficie delle sue tele, spesso con tinte essenziali come bianchi mediterranei imbevuti di luce, o rossi che sembrano scaturire da intense accensioni vulcaniche. Interiezioni geometriche che campiscono le tele con ideazioni di matematico equilibrio, che si definiscono all’interno del quadro e dei suoi spessori. Altre tele vengono attraversate da bande di colore di contrasto, con tinte tenere e dure, che saldano le difficili connessioni tra colore e colore.”

Berenice

 

“E’ chiaro, Antonella, quel che racconti.  Tele rosse che alludono a come il rosso viene al mondo. Essenza metallica e naturale. (….) Densità su densità, come gli strati del tuo cercare libero. Rossi a tutto campo  o rossi a sprazzo, lacrime di cose, fugati di una nota su piastre oscure, che modificano il volto della tela e richiamano l’aldiquà, la concretezza, l’esserci, l’ira di non poter fuggire.(….) Gioca pittore su più strati di cinabro, cancellando ad ogni passaggio uno stato dell’anima, un difetto o una virtù.”

Gian Paolo Bonani

 

“Antonella Catini sperimenta la superficie della tela individuando dimensioni altre ed esplorando un universo parallelo fatto di spazi, oggetti e luoghi, in cui i pieni e i vuoti, il dentro e il fuori, si misurano e si rimandano reciprocamente. Il reale è frammentato, sminuzzato, decodificato, attraverso un processo teso, anche, ad indagare gli aspetti più reconditi dell’io.”

Giulio Cimino

 
«InizioPrec.123456Succ.Fine»

Pagina 1 di 6